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Closing time
Open all the doors and let you out into the world
Closing time
Turn all of the lights on over every boy and every
girl
Closing time
One last call for alcohol so finish your whiskey or
beer
Closing time
You don't have to go home but you can't stay here
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
Take me home
Closing time
Time for you to go out to the places you will be from
Closing time
This room won't be open till your brothers or your
sisters come
So gather up your jackets, move it to the exits
I hope you have found a friend
Closing time
Every new beginning comes from some other
beginning's end
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
Take me home
Closing time
Time for you to go out to the places you will be from
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
Take me home
La canzone in realtà è troppo positiva. Ma il titolo è quello giusto.
Credo sia una chiusura definitiva....
LA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI
Giuro, se non ci fossi dentro, NON CI CREDEREI!
Vi dico solo gli ingredienti:
Il peso del tempo
Sono tornata.
Rientro dalle vacanze un po' triste. Mi sono divertita in montagna, c'erano i soliti vecchi amici e qualche persona nuova. Però.
Ritorno dalle vacanze con il peso del tempo che passa. Mancavano degli amici, tutti lontani, chi per studio, chi per lavoro, chi per amore. E altri sono rimasti poco tempo o non si sono fatti quasi mai vedere, chi per studio, chi per lavoro, chi per amore. E quelli che sono rimasti, sono cambiati, chi più chi meno, com'è giusto che sia.
Ma l'ho sentito in modo violento stavolta, ho sentito che stanno cambiando tante cose, che siamo vicini alla chiusura di un ciclo, che tutto quello che rimarrà cambierà luce, bellissima sicuramente, ma diversa da quella che era ed è sempre stata.
E provo rimpianto per le stagioni trascorse e per questa che presto lo diventerà, mentre vi abbraccio tutti, sperando che questo basti per farci affrontare insieme anche i prossiimi tempi, i prossimi cicli.
Stamattina sono così, melanconica, forse a seguito del sogno che mi ha svegliato stamattina e della canzone che mi ha accompagnato nel dormiveglia.
Ti ho sognato stanotte, sì, ho sognato te che non vieni più a leggere il blog perchè ti fa rabbia,
Ho sognato che eravamo insieme in un locale con musica dal vivo, il gruppo suonava canzoni dei Pooh, e noi non sapevamo che fare nè cosa dire. Imbarazzo tra noi, ma anche tristezza e forse un po' di rimpianto.
E mi sono svegliata cantando questa canzone. Mi permetto di dedicartela, sperando che loro non siano i primi che abbiamo incontrato per strada.
Canzone dell'amore perduto
- Fabrizio De Andrè -
Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole:
"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai".
Vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassir le rose
così per noi
L'amore che strappa i capelli è perduto ormai
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.
E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole di un aprile ormai lontano
li rimpiangerai.
Ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.
E sarà la prima che incontri per starda
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.
Domani parto.
Ci rivediamo tra una decina di giorni.
ME VOI
Julieta Venegas
Porque no supiste entender a mi corazon
lo que habia en el porque no tuviste el valor de ver quien soy
porque no escuchas lo que esta tan cerca de ti
solo el ruido de afuera y yo
que estoy a un lado desaparezco para ti
No voy a llorar y decir que no merezco esto
porque es probable que lo merezco pero no lo quiero
por eso me voy que lastima pero adios
me despido de ti y me voy
que lastima pero adios me despedio de ti
Porque se que me espera algo mejor
alguien que sepa darme amor
de ese que endulza la sal y hace que salga el sol
yo que pense nunca me iria de ti
que es amor del bueno de toda la vida
pero hoy entendi que no hay suficiente para los dos
No voy a llorar y decir que no merezco esto
porque es probable que lo merezco pero no lo quiero
por eso me voy que lastima pero adios
me despido de ti y me voy
que lastima pero adios me despedio de ti
Me voy que lastima pero adios
me despido de ti y me voy
que lastima pero adios
me despido de ti y me voy
que lastima pero adios
me despido de ti
me voy
que lastima pero adios
me despido de ti
me voy
PS: Grazie a tutti del supporto...
Scusate per il lungo silenzio.
Le vacanze sono davvero difficili da gestire.
Diciamo che:
insomma... una grandissima rosicata! Soprattutto perchè arrivavano decisamente troppo presto la mattina!!!
Inoltre ho partecipato al mio primo internazionale di salto ostacoli.
- Cavolo, sei davvero brava allora!!! - direte voi.
NO. E questo è stato l'altro motivo che mi ha tenuta lontana dalla tastiera. Mi sono "depressa". Ho fatto veramente schifo in gara. Il peggio del peggio. Nessun sogno di vittoria. Solo insicurezza, paura.
E adesso? Adesso sconforto. Mi sembra di non essere più capace a fare niente. Mi sembra quasi che Drago non si fidi più di me. Ho voglia di andarmene, mollare tutto per un po', dimenticare e far dimenticare.
Insomma, aspetto le meritate vacanze di metà agosto.
COMPLEANNO COL… BOTTO !!!!
Premessa: due giorni fa è stato il mio compleanno.
Non ve lo dico per gli auguri, ma per raccontarvi di un “regalo” davvero molto molto particolare.
Dunque, sabato pomeriggio, come tutti i giorni, sono andata a montare. L’allenamento di ieri prevedeva esercizi sul salto. Un ostacolo era preceduto da una barriera appoggiata per terra a “tre passi” cioè messa in modo che il cavallo, dopo aver scavalcato la barriera, deve “staccare” per superare l’ostacolo. Mano a mano che si procede l’istruttore alza l’ostacolo, aumentandone quindi la difficoltà.
Semplice.
Quando però l’ostacolo arriva a misurare 1,30m le cose si fanno un po’ meno semplici, soprattutto perché, per far impegnare di più il cavallo, la barriera rimane piuttosto vicina (non entro in dettagli tecnici, vi basti sapere che, in un salto regolare, il cavallo salta a una distanza dall’ostacolo pari all’altezza dell’ostacolo stesso).
Risultato: Drago, che non è un cavallo normale, invece di scavalcare la barriera a terra, come aveva fatto fino a quel momento, decide di saltarla… avvicinandosi ulteriormente all’ostacolo. Io, sorpresa da quel movimento inconsulto, vado fuori posizione e mi rendo conto che se non faccio qualcosa il cavallo si fermerà… quindi stringo le gambe (un po’ per reggermi, un po’ per incitare il cavallo a saltare). Drago, che evidentemente non aveva pensato neanche lontanamente a rifiutare il salto, si spara per aria, letteralmente! O meglio, spara per aria me! In pratica, mentre eravamo in aria, io ed il cavallo non eravamo più una sola cosa ma due entità distinte, io sopra e lui sotto, separate da mezzo metro di vuoto.
Ma non finisce qui. Dal cielo si scende, per volere di una legge, quella di gravità, piuttosto antipatica nel mio caso. Mentre il cavallo atterra dal salto nel modo consueto (salto per altro superato senza errore) io cerco di riprendere la mia posizione sulla sella. Il problema è che, per colpa della legge sopra citata, il mio corpo subisce un’accelerazione la quale rende l’atterraggio sulla sella tutt’altro che morbido. L’atterraggio è talmente violento che rimbalzo di nuovo verso l’alto, ma spostata leggermente verso destra. Mi rendo conto che non riuscirò a reggermi e quindi mollo tutto (staffe e redini) e mi lascio scivolare di fianco al cavallo per una caduta senza conseguenze. Drago, evidentemente spaventato per la botta che si è preso sulla schiena, scappa via a razzo seminando il panico per il maneggio.
Ma il bello arriva ora. Premetto che sono parecchio miope e che di solito cavalco con le lenti a contatto. Tuttavia mi da fastidio portarle a lungo e siccome ieri sera dovevo andare a ballare ho pensato bene di montare con gli occhiali “tanto cosa volete che succeda??”
Una volta nella sabbia mi sono accorta di non avere gli occhiali sul naso. Mi sono messa in ginocchio cercandoli a tastoni nella sabbia e non li trovavo. Il mio istruttore, vedendo che non mi alzavo, si preoccupa e (già ridacchiando) mi chiede “ti sei fatta male, Mostro?” ( il nomignolo ironico intero è “mostro di bravura”…)
“Veramente non lo so!”
“Se non ci vedi è perché non hai gli occhiali, cretina!” ridendo. ( il riferimento è ad un altro episodio che vi racconterò un’altra volta…. ).
“ Lo so! Ma non li trovo!”
Ci mettiamo, così, tutti e due carponi a cercare tra la sabbia quando mi rendo conto di avere una stanghetta degli occhiali dietro ad un orecchio. Penso subito di averli distrutti quando, colpo di genio: “ Aspetta un attimo…” Slaccio la chiusura del cap (il caschetto protettivo) e lo sollevo: gli occhiali sono lì sotto, posizionati a mo’ di cerchietto, integri per fortuna. Ilarità generale.
E adesso per favore aiutatemi a capire come diavolo hanno fatto a finire lì sotto!!!
PS: per chi volesse sapere come sto... sto bene a parte "qualche" (ma solo qualche..!!) difficoltà nel sedermi..
PPS: ABBIAMO VINTO I MONDIALI!!!!!!!!! ma questo sarà oggetto del prossimo post..
Pensiero...
Sarà stato il gol che Del Piero ti ha dedicato ieri sera, sarà stata l'intervista a Montero, così dolce e affettuoso nei tuoi confronti, sarà il tormentone che ne stanno facendo i giornalisti, ma io stanotte ti ho sognato.
Ho sognato te e Montero in un agriturismo. Eravate in piscina e Montero ti dava un bambino di pochi mesi da tenere in braccio, non so se figlio tuo o suo. E poi ho sognato che vi portavo a fare una passeggiata a cavallo per le colline.
Ho sognato che stavi abbastanza bene nel fisico e di buon umore.
Questo è il mio augurio per te, Gianluca.
Ti abbraccio, come tu, nel sogno, hai abbracciato me per ringraziarmi della bella passeggiata.
CAPELLI
Come vi avevo promesso:
Prima......
e
.....dopo!
LE SPYSTORIES MI FANNO UNA PIPPA
Scusate il titolo un po' brutale, ma i miei sogni procedono in modo sempre più assurdo. La settimana scorsa ho sognato che, mentre i miei genitori erano in vacanza negli States (a casa di amici), mia mamma dava il mio recapito telefonico ad un "negoziatore" che, non ho capito bene per quale motivo, aveva bisogno del mio aiuto per "stanare" un ricercato.
In sostanza il "negoziatore" mi chiamava a casa, (sul cellulare no, troppo facilmente rintracciabile) subito dopo che mia madre mi avvertiva della sua telefonata. La sera in questione, però, dopo la telefonata di mamma non arriva alcuna telefonata. Aspetto aspetto aspetto... finchè vedo che sul telefono ci sono 7 messaggi. In uno di questi c'è scritto "come mai non sei al telefono stasera? forse perchè ho dirottato la tua linea telefonica verso un altro numero?" e in un altro "e, cara Sirim, ti sconsiglio di usare Skype, sono entrato anche nel tuo computer. Hai un sistema antivirus davvero ridicolo!" il numero naturalmente è anonimo.
Panico. Non posso usare il cellulare, non posso usare il telefono di casa. Non posso neanche chiamare sul telefono di mia madre, sicuramente controlla anche quello. Non posso coinvolgere parenti e amici vari, sono già abbastanza in pericolo io. Chiamare da una cabina è escluso, costa troppo fino in America. Il mio computer, tutte le mie identità ed i contatti sono bruciati.
Così il giorno dopo esco, vado in un internet point, mi creo una nuova identità Skype e cerco il contatto degli amici presso cui sono ospitati i miei genitori sperando che accettino la mia richiesta di parlare con loro. Ovviamente non posso mettere il mio nome. Quindi utilizzo il nome di uno stampatore francese del 1500 che ha un cognome simile al mio; mio padre se lo dovrebbe ricordare, ne avevamo riso insieme per un po' mentre lo spacciavo come nostro antenato.
Penso anche che l'hacker parla sicuramente bene sia l'inglese che l'italiano, quindi decido di parlare in francese: tanto sia io che mio padre lo capiamo, mentre lui magari no.
Funziona. L'amico dei miei risponde. In francese gli chiedo se c'è qualcuno che parla quella lingua. Mi passa papà. A lui dico che sono la figlia dello stampatore che ho nel nick e che sto cercando mio padre. Papà mangia la foglia. Gli spiego con giri di parole come devono fare per contattarmi. La manovra è un po' elaborata ma potrebbe funzionare. L'importante è cambiare identità ad ogni contatto.
Insomma... mi sono riaddormentata profondamente mentre i miei spiegavano al negoziatore quello che avevo organizzato (e che ovviamente non mi ricordo più... mai stata brava coi computer..). Ricordo solo il "negoziatore" che diceva: "però, in gamba la ragazza."
TAGLIONETTO
Ebbene sì, li ho tagliati.
Via la lunga e folta chioma.
Via i miei bei capelli mossi color castano dai riflessi biondi e rame.
Ora... via tutto! Ho cambiato taglio, ho cambiato colore.
Pentita? NO!
Più fresca, più leggera, più allegra.
Forse non è solo un cambio di look...